



21 ottobre 2009
Il giorno che assegna i titoli iridati a Button e alla BrawnGP, vede il ritorno di Webber alla vittoria, e di Kubica su un podio completato da un Hamilton che non sperava più in tanto dopo un sabato difficile. Resta solo la passerella di Abu Dhabi.
Mark Webber: in ottima forma, ma...
Sembrava che per lui le cose si mettessero male dopo la prima parte di qualifiche. Invece si posiziona benissimo in griglia, e con una buona macchina alla domenica si porta a casa il secondo successo in carriera completando la festa australiana dopo la vittoria di Stoner in MotoGP. Si rende conto subito delle potenzialità; della sua vettura su pista asciutta e deve solo aspettare che Barrichello rientri per la sua prima sosta, per costruirsi così sorpasso e vittoria. Quel cambio di direzione al via, però, era un po' al limite; in altri tempi, con altri protagonisti, sarebbe certamente scattato un drive through.
Robert Kubica: tenace
Risolleva le sorti di un mondiale nerissimo per il suo team con un secondo posto brillante su cui nessuno avrebbe scommesso. Come Webber, costruisce il suo piazzamento dopo il rientro ai box di Barrichello, dopo di che doveva solo tener duro.
Lewis Hamilton: ottima strategia
Parte con le morbide, ma subito dopo la bagarre iniziale decide col team di cambiarle immediatamente e correre il resto della gara solo con le più performanti gomme dure su una strategia ad una sola sosta. Spinge al massimo per tutto il Gran Premio e sul traguardo è terzo. Un podio a cui neanche lui credeva.
Sebastian Vettel: demoralizzato
L'impresa di recuperare così tanti punti in così poche gare non era facile, ma la sua rincorsa finisce il sabato al termine del Q1, alla fine del quale esce dall'abitacolo con un diavolo per capello. Capisce che il suo mondiale finisce lì, ma non è quel 16° posto a pesare di più sul suo campionato, bensì i problemi tecnici e i suoi errori. Domenica prova a tornare fra i primi, ma la leadership necessaria per continuare a sperare era troppo lontana.
Jenson Button: finalmente aggressivo
Si laurea matematicamente campione del mondo nel giorno in cui tira finalmente fuori gli artigli. Per tutto il mondiale ha corso in maniera quasi troppo ragionata: se la macchina era a posto, la vittoria non scappava, altrimenti tirava in remi in barca, anche troppo. Dopo una qualifica difficile, a Interlagos mostra una bella grinta, alla ricerca dei punti sufficienti per chiudere la pratica mondiale in anticipo evitando i patemi d'animo dell'ultima gara. Bravo.
Kimi Raikkonen: sopravvissuto
Lo hanno tamponato, lo hanno chiuso, è passato sopra una pozza di benzina che ha preso fuoco. Ma chiude la corsa a una trentina di secondi da Webber: non male considerando come era iniziata.
Sebastien Buemi: redivivo
Compie buone qualifiche e in gara mantiene un bel ritmo che lo porta a conquistare due punti dopo aver tagliato il traguardo a 35 sedondi dal vincitore. Pensando a come è andata la stagione, il suo non è stato un brutto weekend.
Ruben Barrichello: perseguitato
E' inutile, in Brasile non deve vincere. Sembrava che per questa volta le premesse ci fossero tutte, invece in gara la macchina non è così veloce come sembrava e dulcis in fundo, tanto per cambiare arriva puntuale il problema tecnico del giorno, questa volta sotto forma di foratura, a rovinare definitivamente la giornata a lui e famiglia.
Kamui Kobayashi: piacevole sorpresa
Sale in macchina, non ha paura di nessuno e lo dimostra con staccate al limite. Cerca di difendere come può la propria posizione con una Toyota via via sempre più lenta. Altri dovrebbero imparare dal suo atteggiamento, duro, ma mai scorretto. Che dire: ci ha fatti divertire.
Giancarlo Fisichella: inguardabile
Spiegateci perché Kobayashi effettua qualche giro nelle libere di Suzuka, e ad Interlagos dà spettacolo, mentre lui dopo quattro gare ancora non riesce a schiodarsi dalle ultime posizioni. Spera nella pioggia, ma quando arriva non è neanche capace di compiere un giro intero, rovinando qualifiche e gara dove viene sverniciato proprio dall'esordiente giapponese. Almeno Badoer aveva l'attenutante di 12 anni di assenza dalle gare.
Vitantonio Liuzzi: fantasma
Ci ricordiamo di lui solo per il botto di sabato, perché in gara è inesistente.
Heikki Kovalainen: inutile per il team
Se ne va via col tubo del rifornimento spargendo benzina in pit-lane, ma è il suo meccanico che alza il "lecca-lecca" in anticipo. Non perde tempo, perché si ferma a un metro dai meccanici della BrawnGP che lo aiutano a ripartire. Ma è tutto regolare? Finisce nono, ma si becca 25 secondi di penalità per lo sprint con la probiscide in corsia box. Tanto era già fuori dai punti.
Romain Grosjean: imbarazzante
Le qualifiche non sono male e riesce a fare molto meglio di Alonso. Ma ogni volta che lo inquadrano è in testacoda, oppure lo stanno sorpassando tutti. Fare peggio di Piquet non è cosa facile.
Nico Rosberg: scommessa persa
Puntano su una gara baganta e preparano la macchina per la pioggia. Il meteo non è dalla loro parte, ma nonostante tutto il ritmo non è male. Fino al crack del cambio.
Adrian Sutil: tutto sprecato
Ha l'occasione per riscattarsi dopo le ultime gare e riportare il team in zona punti. Ma al via entra subito in contatto con Raikkonen, e dopo quattro curve è già fuori dall'abitacolo impegnato in un match con Trulli.
Jarno Trulli: oxfordiano
Finalmente qualcuno che si arrabbia per davvero quando esce al primo giro. Forse la prospettiva di non avere più un sedile per il 2010 ha aiutato a far saltare i nervi all'abruzzese? Ma era davvero tutta colpa di Sutil? Il tedesco, impegnato a seguire Raikkonen uscito lento dalla quarta curva, non gli lascia molto spazio, ma non lo butta neanche fuori: a quello ci pensa lui da solo uscendo dal cordolo. L'occasione per fare punti era ghiotta, peccato.
Bernie Ecclestone: delicato come un panzer
Sostiene che la morte di Senna sia stata un bene per la Formula 1, perché con essa molte più persone hanno iniziato a seguirla. In un dramma, riesce a trovare il lato positivo, quello capitalista su cui ha poggiato le basi per costruire la sua Formula 1, dove l'imperativo è il profitto, e i lati sportivi e umani vengono molto dopo.