



22 febbraio 2010
Pensavate di esservene liberati, pensavate che la figura dello stratega fosse ormai superflua in questa Formula 1 che ritorna al passato abolendo i rifornimenti. Lo stratega buttava nel suo calderone ingredienti quali consumo delle gomme, quantità di benzina, condizioni meteo, probabilità di trovare dei doppiati, e dopo lenta cottura veniva fuori quale poteva essere la scelta più conveniente fra una, due o tre soste. Al di là della visione "potteriana" di questa figura-chiave di ogni team, il suo lavoro oggi si adegua alle esigenze dettate dai nuovi regolamenti, perché col regime di parco chiuso e la nuova norma che riguarda l'uso dei pneumatici per i primi dieci in griglia, i conti bisogna farli in anticipo. E se si vogliono avere buone chance di vittoria, bisogna farli bene.
Dal 1994 al 2009 ci eravamo abituati a vedere gare divise in tronconi ben precisi. Quella a due soste era generalmente la scelta più gettonata: la gara veniva quindi divisa in tre stint: il primo tiratissimo nel quale venivano compiuti i giri più veloci; un secondo in cui le posizioni venivano consolidate; un terzo che diventava più una passerella finale in attesa dello champagne. Questo copione come ben sappiamo diventerà un ricordo. Ma due fattori giocheranno un ruolo determinante nella preparazione del Gran Premio:
1: il parco chiuso che impedisce cambi di assetto con l'inizio delle qualifiche;
2: l'obbligo per i primi 10 della griglia di partenza (i partecipanti al Q3) di iniziare la corsa con le stesse gomme usate per ottenere il tempo nelle qualifiche.
Cominciamo proprio dai pneumatici. Quale potrebbe essere la scelta migliore? Qualificarsi bene con gomme morbide sacrificando la prima parte di gara cercando poi di recuperare dopo il primo pit-stop? Oppure rinunciare alla prestazione pura in qualifica, lasciare da parte i desideri di una pole position partendo però con le gomme più adatte alla resa in gara?
Per quanto riguarda gli assetti, il discorso non è molto differente. E' giusto scegliere un assetto che privilegi la prestazione con alto carico di carburante, quindi destinato ad una strategia che prevede una fuga iniziale per poi eventualmente difendersi man mano che il serbatoio si svuota?
Oppure è meglio un set-up che permette di tirare fuori il 100% dalla monoposto quando questa è più scarica di carburante? In questo caso l'intenzione sarebbe quella di partire sulla difensiva per poi recuperare il più possibile diciamo indicativamente nell'ultimo terzo di gara.
Meglio forse un compromesso fra i due, che dia una prestazione più omogenea senza però sfruttare al massimo tutte le potenzialità che vettura potrebbe dare? Sì, ma di base ci vorrebbe una macchina molto versatile.
La cosa inizia a farsi interessante.